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Vecchio 05-05-2012, 21:47   #1
BOBVIC
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predefinito Fisco:Veneto,Gdf scopre 350 mln euro evasione in 4 mesi 2012

(ANSA) - VENEZIA, 3 MAG - E' pari a quasi 350 milioni di euro l'ammontare dell'evasione fiscale accertata nei primi 4 mesi del 2012 in Veneto dalla Guardia di Finanza, che ha denunciato 274 persone e ne ha arrestate altre.

Quasi il 50% dei riscontri delle fiamme gialle riguardano la provincia di Vicenza, dove l'evasione scoperta ammonta complessivamente a oltre 200 mln, e la provincia di Treviso, con 60 mln evasi.

speriamo che ci sia la stessa efficienza anche altrove
ricordo ancora un paese di case abusive (quindi tasse non pagate) visto su Mediaset e di cui non si e' saputo piu' nulla
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Vecchio 05-05-2012, 21:59   #2
glass85
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i polentoni pagano sempre
__________________
autunno inverno 2009/2010 -minima 20/12) -9,3 massima+bassa -3,5
55-brinate
11-nevicate
fiocchi 14/12
2 cm 17/12
20 cm con -3,3 il 18/12
8 cm 21/12
2 cm 04/01
neve mista 5/01
2 cm 26/01
6 cm 29/01
5 cm 31/01
fiocchi marci e mega toppata 11/02
10 cm 10/03 e mega bora
accumolo tot. cm 55
inverno 2010-11 triste
8 cm .....17 dicembre
glass85 è  collegato   Rispondi quotando
Vecchio 05-05-2012, 22:01   #3
BOBVIC
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i polentoni pagano sempre
se hanno evaso e' giusto che paghino
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Vecchio 05-05-2012, 22:04   #4
glass85
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se hanno evaso e' giusto che paghino
giustissimo

non ho mai sentito di ste retate a lecce o a reggio calabria
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Vecchio 05-05-2012, 22:34   #5
apocalisse
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Quanti evasori in Veneto
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Vecchio 05-05-2012, 22:35   #6
DavideBassano
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Quanti evasori in Veneto
sempre meno che in sicilia
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Vecchio 05-05-2012, 22:39   #7
DavideBassano
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Qualcosa mi dice che sei pugliese.
sembra da catania
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Vecchio 05-05-2012, 23:28   #8
BOBVIC
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Thread postato su consiglio?
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Vecchio 06-05-2012, 00:02   #9
BOBVIC
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Quanti evasori in Veneto
Dalla banca dati del Fisco la radiografia dell'evasione in Italia

ROMA - Il contribuente italiano, in media, evade 17 euro e 87 centesimi per ogni 100 euro di imposte versate al Fisco. Se però si escludono i redditi che non si possono evadere (lavoro dipendente, pensione, interessi su Bot e conti correnti, eccetera) la percentuale sale a ben 38 euro e 41 centesimi. Ma in certe zone questa evasione arriva a 66 euro mentre in altre scende a 10.

Anche precisando che nell'imposta non versata è compresa pure quella frutto di errori e quella dovuta a mancati pagamenti da parte delle aziende colpite dalla crisi, resta il fatto che parliamo di livelli di evasione comunque molto alti. Dentro c'è di tutto. Si va dagli scontrini e dalle ricevute che non sono stati emessi all'attività svolta completamente in nero, dall'Iva non pagata all'immobile non dichiarato, dalle parcelle richieste sottobanco alle truffe sulle compensazioni fiscali. Insomma, chi non subisce la ritenuta alla fonte e può evadere non ci sta troppo a pensare. E così sottrae al Fisco, in media, ben più di un terzo dell'imposta che dovrebbe pagare, con punte di due terzi e oltre.

Ma come si è arrivati a questi dati? Prendete 50 indicatori statistici di tipo economico, sociale, finanziario, demografico. Seguitene l'andamento dal 2001 a oggi. Incrociateli tra di loro per ognuna delle 107 province italiane. Compattateli su otto dimensioni: bacino di contribuenti, attitudine a pagare le tasse, condizione sociale, struttura produttiva, tenore di vita, dotazioni tecnologiche, caratteristiche orografiche del territorio. Ecco che avrete Dbgeo, DataBaseGeomarket, la nuova banca dati appena messa a punto dall'Agenzia delle Entrate e che servirà agli uomini e alle donne guidati da Attilio Befera per meglio orientare i controlli antievasione e per meglio distribuire sul territorio il servizio della stessa Agenzia ai cittadini.


Un database contro i furbi
Dbgeo è innanzitutto un potente strumento di conoscenza. Che può far scoprire molte cose, partendo dal generale e arrivando fino al particolare, al dettaglio provinciale e perfino cittadino. Tanto per fare un esempio: a livello nazionale, il Tax gap, cioè il rapporto tra imposta versata e imposta dovuta sulla base del reddito presunto (ricavabile dai dati Istat), è pari appunto al 38,41%. Ma questo dato si può articolare sul territorio e scoprire che la propensione a evadere varia molto.
Per ora l'Agenzia ha fatto una prima aggregazione in otto gruppi omogenei e su questa base ha costruito una mappa dell'Italia a colori e una tabella di sintesi, le stesse che potete vedere in queste pagine. Osservando i risultati, si scopre così che si va da un tasso di evasione minima, pari in media al 10,93%, per il gruppo che comprende le province dei grandi centri produttivi - Milano, Torino, Genova, Roma, Lecco, Cremona, Brescia - a uno massimo del 65,67% nel gruppo che contiene le province «difficili» di Caserta e Salerno in Campania, di Cosenza e Reggio in Calabria e di Messina in Sicilia.
In quest'ultimo gruppo, quindi, caratterizzato anche da alti tassi di criminalità organizzata, disagio sociale, truffe e altre frodi (6.726 per milione di abitanti, contro una media nazionale di 4.625), mediamente ogni 100 euro d'imposta versata se ne evadono quasi 66. Appena sotto, troviamo, con un tasso d'evasione del 64,47%, l'area che comprende tutte le altre province del Sud (incluse Nuoro, Oristano e Ogliastra in Sardegna), ad eccezione di Bari, Napoli, Catania e Palermo, dove il Tax gap è mediamente inferiore (38,19%). Tra i «virtuosi», con un tasso d'evasione del 20,31%, troviamo molte province del Nord-Est e dell'Emilia Romagna e le province di Cuneo e di Firenze. I tecnici di Befera sottolineano che si tratta di prime aggregazioni e che andando più in dettaglio la realtà è ancora più a macchia di leopardo e quindi concludono: «L'usuale dicotomia Nord-Sud non è sufficiente a rappresentare la situazione».


http://www.corriere.it/economia/11_a...ca927ebb.shtml

Ultima modifica di BOBVIC : 06-05-2012 a 00:07
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Vecchio 06-05-2012, 01:11   #10
phil67
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Dalla banca dati del Fisco la radiografia dell'evasione in Italia

ROMA - Il contribuente italiano, in media, evade 17 euro e 87 centesimi per ogni 100 euro di imposte versate al Fisco. Se però si escludono i redditi che non si possono evadere (lavoro dipendente, pensione, interessi su Bot e conti correnti, eccetera) la percentuale sale a ben 38 euro e 41 centesimi. Ma in certe zone questa evasione arriva a 66 euro mentre in altre scende a 10.

Anche precisando che nell'imposta non versata è compresa pure quella frutto di errori e quella dovuta a mancati pagamenti da parte delle aziende colpite dalla crisi, resta il fatto che parliamo di livelli di evasione comunque molto alti. Dentro c'è di tutto. Si va dagli scontrini e dalle ricevute che non sono stati emessi all'attività svolta completamente in nero, dall'Iva non pagata all'immobile non dichiarato, dalle parcelle richieste sottobanco alle truffe sulle compensazioni fiscali. Insomma, chi non subisce la ritenuta alla fonte e può evadere non ci sta troppo a pensare. E così sottrae al Fisco, in media, ben più di un terzo dell'imposta che dovrebbe pagare, con punte di due terzi e oltre.

Ma come si è arrivati a questi dati? Prendete 50 indicatori statistici di tipo economico, sociale, finanziario, demografico. Seguitene l'andamento dal 2001 a oggi. Incrociateli tra di loro per ognuna delle 107 province italiane. Compattateli su otto dimensioni: bacino di contribuenti, attitudine a pagare le tasse, condizione sociale, struttura produttiva, tenore di vita, dotazioni tecnologiche, caratteristiche orografiche del territorio. Ecco che avrete Dbgeo, DataBaseGeomarket, la nuova banca dati appena messa a punto dall'Agenzia delle Entrate e che servirà agli uomini e alle donne guidati da Attilio Befera per meglio orientare i controlli antievasione e per meglio distribuire sul territorio il servizio della stessa Agenzia ai cittadini.


Un database contro i furbi
Dbgeo è innanzitutto un potente strumento di conoscenza. Che può far scoprire molte cose, partendo dal generale e arrivando fino al particolare, al dettaglio provinciale e perfino cittadino. Tanto per fare un esempio: a livello nazionale, il Tax gap, cioè il rapporto tra imposta versata e imposta dovuta sulla base del reddito presunto (ricavabile dai dati Istat), è pari appunto al 38,41%. Ma questo dato si può articolare sul territorio e scoprire che la propensione a evadere varia molto.
Per ora l'Agenzia ha fatto una prima aggregazione in otto gruppi omogenei e su questa base ha costruito una mappa dell'Italia a colori e una tabella di sintesi, le stesse che potete vedere in queste pagine. Osservando i risultati, si scopre così che si va da un tasso di evasione minima, pari in media al 10,93%, per il gruppo che comprende le province dei grandi centri produttivi - Milano, Torino, Genova, Roma, Lecco, Cremona, Brescia - a uno massimo del 65,67% nel gruppo che contiene le province «difficili» di Caserta e Salerno in Campania, di Cosenza e Reggio in Calabria e di Messina in Sicilia.
In quest'ultimo gruppo, quindi, caratterizzato anche da alti tassi di criminalità organizzata, disagio sociale, truffe e altre frodi (6.726 per milione di abitanti, contro una media nazionale di 4.625), mediamente ogni 100 euro d'imposta versata se ne evadono quasi 66. Appena sotto, troviamo, con un tasso d'evasione del 64,47%, l'area che comprende tutte le altre province del Sud (incluse Nuoro, Oristano e Ogliastra in Sardegna), ad eccezione di Bari, Napoli, Catania e Palermo, dove il Tax gap è mediamente inferiore (38,19%). Tra i «virtuosi», con un tasso d'evasione del 20,31%, troviamo molte province del Nord-Est e dell'Emilia Romagna e le province di Cuneo e di Firenze. I tecnici di Befera sottolineano che si tratta di prime aggregazioni e che andando più in dettaglio la realtà è ancora più a macchia di leopardo e quindi concludono: «L'usuale dicotomia Nord-Sud non è sufficiente a rappresentare la situazione».


http://www.corriere.it/economia/11_a...ca927ebb.shtml
piuttosto eloquente la cartina riassuntiva inserita nell'articolo su quali siano le zone ad alta evasione,utile magari per "orientare" meglio i controlli.........

__________________
Chi ha giuste intuizioni in mezzo a cervelli confusi si trova come uno che abbia un orologio che funziona in una città dove tutti i campanili hanno orologi che vanno male. Lui solo conosce l'ora esatta, ma a che gli giova? Tutti si regolano secondo gli orologi della città che indicano l'ora sbagliata, persino chi è al corrente che solo il suo orologio segna l'ora giusta.
Arthur Schopenhauer

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