Vecchio 30-04-2012, 14:35   #1
mescal28
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predefinito In italia insegnanti matusalemme

Il rapporto “Dati chiave sull'Istruzione in Europa nel 2012” della Commissione UE parla chiaro: in Italia ci sono troppi insegnanti over50, si tratta del 57,8% del personale docente stimato in 450.00 unità a fronte dei 778.000 complessivi. Ma ciò che rende sconfortante leggendo i dati della ricerca in oggetto è l’esiguo (o meglio, quasi inesistente) numero di insegnanti under30 circoscritto al solo 0,5% del corpo docente totale; la Spagna utilizzando lo stesso parametro ha il 6,8% di professori con meno di trent’anni e si colloca al primo posto tra i paesi europei. L’ Austria e Islanda è al 6%, la Bulgaria al 5,5%, Germania è al 3,6%, la Commissione esprime una “grave carenza per il futuro”.


Gli esperti del palazzo di vetro di Bruxelles affermano che l'istruzione superiore «è ancora la migliore polizza assicurativa contro la disoccupazione, perché i diplomati hanno una maggiore probabilità di trovare un lavoro rispetto ai loro coetanei senza un diploma».
Nello specifico analizzando i dati del rapporto realizzato da Eurodyce ed Eurostat, la situazione italiana riguardo all'insegnamento primario il gruppo di docenti over50 è al 44,8%, solo lo 0,9% ha meno di 30 anni, e appena il 17,1% ha meno di 40 anni. Sono il 37,2%, invece, gli insegnanti che hanno tra i 41 e i 49 anni, mentre in quello secondario sale al 57,9%.
Anche Germania e Svezia hanno circa la metà di docenti elementari over50, rispettivamente 49,3% e 48,1%, ma hanno comunque un maggior numero di nuove leve rispetto all'Italia (gli under 30 tedeschi sono il 6,6%, quelli svedesi il 5%, mentre gli under 40 sono rispettivamente il 22,1% e il 23,1%). I maestri sono invece soprattutto giovani in Belgio, Irlanda, Cipro, Lussemburgo, Malta e Gran Bretagna, dove oltre il 20% ha meno di trent'anni e quasi il 30% meno di quaranta.
Nelle scuole secondarie, dove in generale in Europa l'età media dei professori è maggiore rispetto a quella dei maestri, per l'Italia la situazione è ancora peggiore, detenendo il record assoluto nell'Ue di anzianità. A fronte della stragrande maggioranza costituita da un corpo docente ultracinquantenne (57,8%), secondo i dati di Bruxelles appena lo 0,5% è under 30 (come riportato sopra), solo il 10,2% è under 40 e il 31,4% ha tra i 40 e i 49 anni. A seguire la Germania, con il 50,7% di ultracinquantenni, che compensa però con il 3,6% di under 30 e il 20,8% di under 40. Malta risulta il paese con i docenti più giovani (oltre la metà ha meno di quarant'anni), seguita da Polonia e Portogallo dove la fascia tra i 30 e i 39 anni è quella più folta.
Il commissario Ue all'Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, Androulla Vassiliou afferma con convinzione che «questo rapporto rappresenta una risorsa inestimabile per i legislatori e fornisce una guida importante per le decisioni future» - aggiunge ancora «lo sviluppo professionale degli insegnanti è un fattore chiave per assicurare l'elevata qualità dei nostri studenti».
Per avere un quadro completo sulla situazione educativa italiana ed europea i rapporti Eurydice (http://www.indire.it/eurydice) delineano con precisione da diversi anni pubblicando interessanti studi, alcuni a carattere generale, altri tematici, dedicati ai principali aspetti dei sistemi educativi europei.

http://www.dropnews.it/index.php?opt...d=9&Itemid=101
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Vecchio 30-04-2012, 14:36   #2
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L’UE TORNA A BACCHETTARE L’ITALIA:
MAGLIA NERA PER TROPPI DOCENTI CON PIÙ DI 50 ANNI
di Alessandro Giuliani La Tecnica della Scuola, 10.2.2012

Il Rapporto 2012 sul settore dell'istruzione riporta che sono il 57,8%, quindi più di 450.00 su 778.000. E solo lo 0,5% ha meno di 30 anni: in Spagna sono il 6,8%. La Commissione parla di “grave carenza” per il futuro. Amara l’Anief: l’Europa ci chiede di garantire il turn over ma il Senato pensa di bloccare i nuovi abilitati.

Ora anche l’Unione Europea si accorge che l’Italia è un Paese con troppi insegnanti over 50enni: si tratta del 57,8% dei 778.000 insegnanti complessivi, quindi oltre 450.000. Il dato, contenuto nel Rapporto 2012 sul settore dell'istruzione, è stato definito dalla Commissione preoccupante perché il futuro della scuola italiana si prospetta con una "grave carenza" di docenti. E il loro numero continua a "scendere nel momento in cui quelli esistenti si avvicinano alla pensione".
Solo un altro Paese della Ue a 27 (la Germania, dove è stato riscontrato il 50,7% di docenti over 50enni) supera la soglia del 50% di professionisti che operano da dietro la cattedra.
Non va meglio se si guarda agli insegnanti giovanissimi, quello che hanno meno di 30 anni: con appena lo 0,5% l'Italia detiene il dato peggiore. In Germania la presenza di docenti under 30 si colloca al 3,6%, in Bulgaria al 5,5%, in Austria e Islanda al 6%, in Spagna al 6,8%.
Tra i primi a commentare le rilevazioni pubblicate dalla Commissione Ue è stato Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, secondo cui è paradossale che “mentre il Senato si appresta a votare quell’emendamento soppressivo (14.10 Pittoni o 14.100 Mercatali) del comma 2-ter, art. 14 del Mille-proroghe che avrebbe consentito ai giovani laureati l’inserimento nelle graduatorie, l’Europa ci chiede di garantire il turn over tra i docenti ultracinquantenni e i giovani laureati abilitati. Ci si interroga – continua il leader dell’Anief - perché non abbiamo giovani laureati disposti ad insegnare, ma, in realtà, ci si dovrebbe interrogare perché vogliamo lasciare fuori dalle graduatorie, ad invecchiare, giovani laureati selezionati per insegnare. Stranezze di un Paese dove si vorrebbe fare entrare di ruolo nella pubblica amministrazione iure ‘soli seu aetatis’, per volontà del senatore di turno che trama per il suo ideale politico e non agisce per gli interessi del Paese”.
Pacifico coglie l’occasione per ricordare che le preoccupazioni dell’Ue sulla carenza di insegnanti italiani sono coincise con la presentazione da parte del presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, del progetto di legge che punta ad assumere i docenti attraverso concorsi locali.
Con una cera ironia, il rappresentante dell’Anief sostiene che “tanto avremo nella scuola il tanto sospirato nuovo sistema di reclutamento lombardo con la chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici dei padani-doc, seppur adottati tra i terroni. Altro che concorsi trasparenti: basterà esibire il certificato di residenza o di nascita, e perché no, la tessera elettorale (più diretta). Viva l’Italia”.

http://www.gildavenezia.it/docs/Arch...aglia_nera.htm
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