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Visualizza la versione completa : Riflessione filosofica (per chi ha tempo e pazienza)


Mazinga Z(orro)
25-08-2009, 11:19
Beh insomma....il rientro in questo forum dopo tanto tempo merita un post da chilo!
Ogni tanto do un'occhiata ad un forum (per chi avesse dubbi nessun forum concorrente, nè creato da utenti fuggiti o cose del genere, solo un forum piccolo piccolo) e stamattina ci ho trovato una discussione con domande che mi hanno stimolato a rispondere.
Ne è venuta fuori una bella pappardella che veramente, ammetto, richiede un po' di santa pazienza....non me ne volete!

L'argomento è stato introdotto facendo riferimento ad un articolo, che devo dire non ho letto, (ma eventualmente se qualcuno è interessato riporterò il link all'articolo) e che mi sembra di capire che girasse attorno alla metafora del gioco di carte e del giocatore per una riflessione sul chi siamo e che ruolo abbiamo in merito alla vita.
Ripeto, non mi son presa la briga di leggere l'articolo, ma mi son piaciute le domande poste dall'utente:

Noi siamo il giocatore? Oppure lo è solo ***?

Noi giochiamo con le carte della nostra vita e lui tramite noi?

Ecco il temino che vi propino, ossia la mia risposta:

Leggendo quanto scrivevi, la prima cosa spontanea che emersa in me, è stata la sensazione che a volte non troviamo risposte alle domande perchè ce le poniamo nel modo sbagliato. Giusto per fare una citazione leggera, tempo fa un presentatore in tv, in un qualche gioco a premi, disse che la risposta è sempre contenuta nella domanda....aggiungerei, nella domanda ben posta. E' una citazione un po' scherzosa, ma la frase estrapolata dal contesto, mi sembra una piccola perla.
Tornando alle tue belle domande....io mi son chiesta: il giocatore esiste a prescindere dal gioco ed il gioco a prescindere dal giocatore? Io mi sento di rispondere di no, o meglio, visto che siamo nella sezione filosofica, andiamo per gradi poichè la questione è complessa.
Ci sono vari aspetti:
1) gioco e giocatore non esistono l'uno senza l'altro: se non esiste nessuno che gioca, non esiste un gioco e se non esiste un gioco nessuno lo può giocare....a meno che non lo si inventi, ma questa è un'altra questione. Quando il giocatore non gioca, di fatto non è un giocatore, è qualcos'altro, magari uno che sta a casa a dormire, uno che lavora, un padre di famiglia, insomma....senza il gioco, il giocatore non è di fatto tale, al massimo....e anche questo è da considerare, è un giocatore potenziale, ma non un giocatore di fatto.
Il gioco in un certo senso esiste anche finchè nessuno lo gioca, solo che nel mentre qualcuno gioca, il gioco è una realtà, esiste, è concreto, si vede e si agisce il gioco, quando nessuno gioca, anch'esso, come il giocatore che non sta giocando, è una possibilità, è una realtà potenziale, è possibilità di essere, ma non E'.
Si introduce così il concetto di Essere e Poter Essere, il concetto di Esistenza e di Possibilità. Ciò che è, è, ciò che può essere è una possibilità e una possibilità per definizione non è detto che si verifichi. Mi pare una notevole differenza.
Tutto questo ragionamento mi porta a pensare che hai avuto una giusta intuizione, ti è rimasto impresso un giusto concetto (non è mai un caso quando le cose ci rimangono impresse, succede perchè le percepiamo come vere, valide per noi): l'esistenza è una sola, gioco e giocatore sono di fatto un continuum, l'uno senza l'altro sono Possibilità, Potenzialità, non Esistenza, non l'Essere.
Rimanendo nella tua, anzi nella metafora di Sebastiano, si può dire che il gioco è la VIta e noi siamo il giocatore, nell'insieme tutto è ***, tutto E'.
Il giocatore non è mai un semplice osservatore, il giocatore, noi, rende possibile che il gioco, la Vita, sia. Filosoficamente si potrebbe dire che la VIta (il gioco) senza di noi, ognuno di noi, non esisterebbe: come si potrebbe definire Vita, qualcosa che non è Vissuta da nessuno? Sarebbe solo la Possibilità che ci sia Vita, un concetto (tra l'altro pensato da chi se non c'è nessuno....supponiamo pensato almeno da ***). E se poi togliamo l'elemento VIta, il gioco, di noi cosa rimane? Se il giocatore non ha un gioco da giocare, è ancora un giocatore? Torno a sottolineare come Tutto è Uno.
Infine ecco l'Uno dunque, il Tutto, quello che noi definiamo ***; diciamo semplicisticamente *** si manifesta, *** di fatto E' (diverso da Può esistere) nel momento in cui la VIta incontra il Vivente (diciamo antropocentricamente: l'Uomo), nel momento cioè in cui gioco e giocatore sono in relazione permettendo l'uno l'esistenza dell'altro. Nel momento in cui noi veramente siamo capaci di incontrare la Vita, di essere presenti nel gioco, mettiamo in pratica anche la famosa frase "dove due o più sono riuniti nel mio nome, lì sono Io" (scusate eventuali errori nella citazione). ***, Vita, Uomo sono inscindibili l'uno dall'altro, sono Unità, dividerli è una delle tante astrazioni mentali che ci servono per sopravvivere e per comprendere Elevandoci sempre più, ma fermarsi alle suddivisioni e non cogliere l'Unità porta alla separazione dalla nostra vera Essenza. (mi pare che si stia sfiornado il concetto di Trinità)

2)Ragionando mentre scrivo, scopro di sentire, di ritenere per me corretto, pensare che la Vita è sia l'Esistenza, l'Essere, il Presente,l'Equilibrio, l'Ordine sia Possibilità, Potenzialità, Mutamento, Disequilibrio, Caos; sia il gioco giocato dal giocatore, sia la possibilità di una persona di essere giocatore ed agire il gioco. C'è una continua alternanza e compresenza di Essere/Presenza e Non Essere/Mtamento.
Leggevo un libro in cui si sottoliea continuamente come si debba essere Presenti, vivere il Presente, imparare a percepire tutto come Essere, Presenza, l'Adesso, ma aggiungo che non è un pensiero che suggerisce l'immobilità, in quanto ciò che adesso è per noi, la nostra realtà, è contemporaneamente Possibilità di divenire Altro. Si potrebbe dire, che tutto E', ma allo stesso tempo, tutto Diviene.
Anche questo mi sembra un bel pensiero, un pensiero che suggerisce Fiducia e Speranza e che si ricollega a quanto riportato da Fabiana riguardo il Prendere ed il Lasciare, il Comporre e lo Scomporre armonie. Ogni qualvolta che ci sembra di cogliere la Perfezione del tutto, o anche solo di giungere a qualche intuizione illuminante, velocemente tutto sfugge ed è proprio questa dinamica di Prendere e Lasciare in cui appena raggiungiamo un equilibrio, questo si scompone e ci ritroviamo nel caos, ma ogni volta che con consapevolezza ricomponiamo un nuovo equilibrio ci troviamo ad un gradino più su, non siamo mai nel punto di prima.
Alla metafora del giocatore, possiamo aggiungere l'altrettanto nota metafora del fiume.

turaz73
25-08-2009, 12:01
tutto diviene e nello stesso tempo è:)

una delle definizioni di d.io è "il motore immobile"
regge bene l'osservazione di una mano.
vista da fuori pare immobile.
dentro c'è un brulicare di elementi che ne consentono la forma (creando un ordine:)
ossia l'insieme di tanti elementi forma un qualcosa all'apparenza esteriore immobile.
ecco la dicotomia d.ivina.
idem l'universo.

Titanius
25-08-2009, 12:03
Molto ben congegnata la tua risposta, difficile trovare nei forum dei bei pensatori come te!

Allora cerco di rispondere:

La domanda: Noi giochiamo con le carte della nostra vita e lui tramite noi?

E' decisamente sbagliata, come dicevi tu all'inizio "è stata la sensazione che a volte non troviamo risposte alle domande perchè ce le poniamo nel modo sbagliato" infatti se la vita ci è data da D.IO allora noi non possiamo giocare con le carte della nostra vita, ma le carte sono fornite dall'alto, infatti come puoi giocare a qualche gioco se il gioco non ce l'hai?
Se analizziamo in modo pragmatico la domanda sopra
1) La vita è il gioco ma la vita è data da *** per cui *** gioca con noi, e tramite il gioco è giocatore della nostra Vita (quindi del gioco).
2) Le carte sono il mezzo del gioco

Per cui molto piu semplicemente noi giochiamo (quindi siamo giocatori) con le carte della vita (il gioco) e *** che fornice la vita (il gioco) gioca con noi quindi è anche giocatore, perchè potremmo mai giocare a un gioco che noi non conosciamo se non c'è il giocatore che ci spiega come giocarci?
La risposta è semplice No, infatti se non avessimo *** come giocatore, vivremmo nel caos totale.
Per cui *** dà il Gioco ma allo stesso tempo gioca! Ma questo non ci deve far pensare che Diò sia padronde delle nostre scelte nel giocare (cioè nelle nostre scelte della vita) perchè appunto lui ci dà le carte per giocare e noi siamo quelli che decidiamo come sfruttarle! Ma allo stesso tempo è pdronde del gioco e delle carte (per questo non possiamo buttar via il gioco senza il suo permesso), questo spiega perchè la vita è sacra.
QUindi ci dà libero arbitrio ma fino a un certo punto!
Si potrebbero spiegare tante altre cose attravero questa metafora, ma mi fermo qui!
Ottimo topic che aiuta ad aprire la mente!:okok:

turaz73
25-08-2009, 12:05
Molto ben congengnata la tua risposta, difficile trovare nei forum dei bei pensatori come te!

Allora cerco di rispondere:

La domanda: Noi giochiamo con le carte della nostra vita e lui tramite noi?

E' decisamente sbagliata, come dicevi tu all'inizio "è stata la sensazione che a volte non troviamo risposte alle domande perchè ce le poniamo nel modo sbagliato" infatti se la vita ci è data da D.IO allora noi non possiamo giocare con le carte della nostra vita, ma le carte sono fornite dall'alto, infatti come puoi giocare a qualche gioco se il gioco non ce l'hai?
Se analizziamo in modo pragmatico la domanda sopra
1) La vita è il gioco ma la vita è data da *** per cui *** gioca con noi, e tramite il gioco è giocatore della nostra Vita (quindi del gioco).
2) Le carte sono il mezzo del gioco

Per cui molto piu semplicemente noi giochiamo (quindi siamo giocatori) con le carte della vita (il gioco) e *** che fornice la vita (il gioco) gioca con noi quindi è anche giocatore, perchè potremmo mai giocare a un gioco che noi non conosciamo se non c'è il giocatore che ci spiega come giocarci?
La risposta è semplice No, infatti se non avessimo *** come giocatore, vivremmo nel caos totale.
Per cui *** dà il Gioco ma allo stesso tempo gioca! Ma questo non ci deve far pensare che Diò sia padronde delle nostre scelte nel giocare (cioè nelle nostre scelte della vita) perchè appunto lui ci dà le carte per giocare e noi siamo quelli che decidiamo come sfruttarle! Ma allo stesso tempo è pdronde del gioco e delle carte (per questo non possiamo buttar via il gioco senza il suo permesso), questo spiega perchè la vita è sacra.
QUindi ci dà libero arbitrio ma fino a un certo punto!
Si potrebbero spiegare tante altre cose attravero questa metefora, ma mi fermo qui!
Ottimo topic che aiuta ad aprire la mente!:okok:


d.io è padrone del gioco e delle carte e anche di te...
dipende a che livello vogliamo parlarne.
da un certo punto di vista il famoso libero arbitrio non esiste

Titanius
25-08-2009, 12:07
d.io è padrone del gioco e delle carte e anche di te...
dipende a che livello vogliamo parlarne.
da un certo punto di vista il famoso libero arbitrio non esiste

se ci dà le carte per giocare sta a noi decidere come giocarle!

turaz73
25-08-2009, 12:15
se ci dà le carte per giocare sta a noi decidere come giocarle!


per questo ti ho detto dipende dal livello in cui parliamo.
dal livello di un essere onnisciente qualsiasi cosa tu possa scegliere è per lui già vagliata e conosciuta(per te no)
l'universo si ripete e si rinnova in continuazione per tornare su se stesso (spirale)

da questo punto di vista il libero arbitrio non esiste (se per libero arbitrio si intende la possibilità di fare qualcosa di non conosciuto dall'universo)

potrei anche dire che il libero arbitrio comunemente inteso semplicemente è
"posso liberamente (mica troppo poi liberamente cmq) decidere se partecipare consapevolmente al disegno d.ivino o meno"

Titanius
25-08-2009, 12:20
per questo ti ho detto dipende dal livello in cui parliamo.
dal livello di un essere onnisciente qualsiasi cosa tu possa scegliere è per lui già vagliata e conosciuta(per te no)
l'universo si ripete e si rinnova in continuazione per tornare su se stesso (spirale)

da questo punto di vista il libero arbitrio non esiste (se per libero arbitrio si intende la possibilità di fare qualcosa di non conosciuto dall'universo)

potrei anche dire che il libero arbitrio comunemente inteso semplicemente è
"posso liberamente (mica troppo poi liberamente cmq) decidere se partecipare consapevolmente al disegno d.ivino o meno"

Concordo pienamente per una mente ultraterrena divina, il libero arbitrio non esiste, come non esistono altre miriade di cose di questa terra.
Cmq il discorso è complesso perch dovremmo pure aggiungere la Provvidenza... e va be andiamo OT:)

turaz73
25-08-2009, 12:27
la Provvidenza è il nome che l'uomo comune da al disegno divino quando per un attimo riesce a essere in sintonia con esso (barlume)

insomma quando gli elementi in se stesso sono ordinati secondo l'ordine universale

zorro
25-08-2009, 12:27
Se volete che banni Mazinga ditemelo, eheheh.

Antropocentricamente? E che caaaaaaaaaaaaaaz.o significa? Ahahaha...

Dette queste battute mi riservo la risposta...
Interessante...


DaniZ

Mazinga Z(orro)
25-08-2009, 12:48
Molto ben congegnata la tua risposta, difficile trovare nei forum dei bei pensatori come te!

Allora cerco di rispondere:

La domanda: Noi giochiamo con le carte della nostra vita e lui tramite noi?

E' decisamente sbagliata, come dicevi tu all'inizio "è stata la sensazione che a volte non troviamo risposte alle domande perchè ce le poniamo nel modo sbagliato" infatti se la vita ci è data da D.IO allora noi non possiamo giocare con le carte della nostra vita, ma le carte sono fornite dall'alto, infatti come puoi giocare a qualche gioco se il gioco non ce l'hai?
Se analizziamo in modo pragmatico la domanda sopra
1) La vita è il gioco ma la vita è data da *** per cui *** gioca con noi, e tramite il gioco è giocatore della nostra Vita (quindi del gioco).
2) Le carte sono il mezzo del gioco

Per cui molto piu semplicemente noi giochiamo (quindi siamo giocatori) con le carte della vita (il gioco) e *** che fornice la vita (il gioco) gioca con noi quindi è anche giocatore, perchè potremmo mai giocare a un gioco che noi non conosciamo se non c'è il giocatore che ci spiega come giocarci?
La risposta è semplice No, infatti se non avessimo *** come giocatore, vivremmo nel caos totale.
Per cui *** dà il Gioco ma allo stesso tempo gioca! Ma questo non ci deve far pensare che Diò sia padronde delle nostre scelte nel giocare (cioè nelle nostre scelte della vita) perchè appunto lui ci dà le carte per giocare e noi siamo quelli che decidiamo come sfruttarle! Ma allo stesso tempo è pdronde del gioco e delle carte (per questo non possiamo buttar via il gioco senza il suo permesso), questo spiega perchè la vita è sacra.
QUindi ci dà libero arbitrio ma fino a un certo punto!
Si potrebbero spiegare tante altre cose attravero questa metafora, ma mi fermo qui!
Ottimo topic che aiuta ad aprire la mente!:okok:

:) beh....intanto grazie per aver dedicato il tuo tempo a questo malloppo eheheheh
So che il Turaz è avvezzo a riflessioni simili, ma pensavo che nessun altro avrebbe avuto la pazienza di leggerselo ;)

Sopprassediamo su mio marito Zorro che ha vistostamente abbassato il livello del topic ihihiih....dopo lo picchio ovviamente!

A parte ciò....veramente interessanti anche i tuoi spunti! E visto che la Vita è alternanza di Equilibrio e Caos, mi sa che ora sono ripiombata nel caos....certe intuizioni, come dicevo vengono e poi vanno....cerco lo stesso di rispondere alle tue osservazioni.
Bellissimo il pensiero che *** è il padrone del gioco, lui ci dà la possibilità di giocare, e allo stesso tempo è giocatore. Questo D.io non è un'entità a se stante a mio avviso, (il classico deus ex-machina delle teatro greco che giungeva a cambiare le sorti delle vicende umane dall'alto), ma il Tutto il cui siamo immersi.
C'è da perdersi in questi ragionamenti e poi forse si finisce davvero per fare filosofia astratta.
Un pensiero che mi sorge però è che tutto dipende dal punto da cui si osservano le cose: il che non vuol dire che tutto è relativo e soggettivo, ma che la visuale è diversa ad ogni passo che si fa sul sentiero della Vita. Poi però la Vita, è sempre quella.

Mazinga Z(orro)
25-08-2009, 12:49
tutto diviene e nello stesso tempo è:)

una delle definizioni di d.io è "il motore immobile"
regge bene l'osservazione di una mano.
vista da fuori pare immobile.
dentro c'è un brulicare di elementi che ne consentono la forma (creando un ordine:)
ossia l'insieme di tanti elementi forma un qualcosa all'apparenza esteriore immobile.
ecco la dicotomia d.ivina.
idem l'universo.

Forse inutile osservazione, ma mi par giusto notare come la dicotomia divina, sia forse più correttamente un'apparente dicotomia.

Mazinga Z(orro)
25-08-2009, 12:51
dipende a che livello vogliamo parlarne.
da un certo punto di vista il famoso libero arbitrio non esiste

Il libero arbitrio è e non è, dipende giustamente da come osservi dal livello da cui se ne vuole parlare :)

Mazinga Z(orro)
25-08-2009, 12:56
se ci dà le carte per giocare sta a noi decidere come giocarle!


Si e no, se *** è il padrone del gioco e vogliamo supporre che l'abbia anche inventato lui....è sempre lui che detta le regole del gioco.
Ogni gioco ha per forza delle regole, se non ci fossero nessuno saprebbe come giocare, ognuno giocherebbe a modo suo e saremmo ovviamente nel caos.
Quindi....c'è libertà nelle mosse, ognuno si fa i suoi calcoli per una buona riuscita, ma comunque si muove all'interno delle famose regole date dal padrone del gioco.

Quando non si rispettano le regole e si bara si fa un altro gioco ancora....direi, scelte di vita!

Titanius
25-08-2009, 13:01
:) beh....intanto grazie per aver dedicato il tuo tempo a questo malloppo eheheheh
So che il Turaz è avvezzo a riflessioni simili, ma pensavo che nessun altro avrebbe avuto la pazienza di leggerselo ;)

Sopprassediamo su mio marito Zorro che ha vistostamente abbassato il livello del topic ihihiih....dopo lo picchio ovviamente!

A parte ciò....veramente interessanti anche i tuoi spunti! E visto che la Vita è alternanza di Equilibrio e Caos, mi sa che ora sono ripiombata nel caos....certe intuizioni, come dicevo vengono e poi vanno....cerco lo stesso di rispondere alle tue osservazioni.
Bellissimo il pensiero che *** è il padrone del gioco, lui ci dà la possibilità di giocare, e allo stesso tempo è giocatore. Questo D.io non è un'entità a se stante a mio avviso, (il classico deus ex-machina delle teatro greco che giungeva a cambiare le sorti delle vicende umane dall'alto), ma il Tutto il cui siamo immersi.
C'è da perdersi in questi ragionamenti e poi forse si finisce davvero per fare filosofia astratta.
Un pensiero che mi sorge però è che tutto dipende dal punto da cui si osservano le cose: il che non vuol dire che tutto è relativo e soggettivo, ma che la visuale è diversa ad ogni passo che si fa sul sentiero della Vita. Poi però la Vita, è sempre quella.

Nella vita non si smette mai di ricercare e appunto ad ogni passo si aggiunge una prospettiva in piu e piu elaborata.
P.s. Mi piace un sacco la filosofia, in classe con la prof certe volte siamo solo io e lei a discutere:D

Titanius
25-08-2009, 13:02
Si e no, se *** è il padrone del gioco e vogliamo supporre che l'abbia anche inventato lui....è sempre lui che detta le regole del gioco.
Ogni gioco ha per forza delle regole, se non ci fossero nessuno saprebbe come giocare, ognuno giocherebbe a modo suo e saremmo ovviamente nel caos.
Quindi....c'è libertà nelle mosse, ognuno si fa i suoi calcoli per una buona riuscita, ma comunque si muove all'interno delle famose regole date dal padrone del gioco.

Quando non si rispettano le regole e si bara si fa un altro gioco ancora....direi, scelte di vita!

esattissimo:confermo:

Mazinga Z(orro)
25-08-2009, 13:07
Nella vita non si smette mai di ricercare e appunto ad ogni passo si aggiunge una prospettiva in piu e piu elaborata.
P.s. Mi piace un sacco la filosofia, in classe con la prof certe volte siamo solo io e lei a discutere:D

La filosofia è una cosa che dà ricchezza, filosofia significa etimologicamente "amore per la Conoscenza/Sapienza" e la curiosità che ci porta a conoscere è una virtù preziosa.
Avendo fatto anche io filosofia a scuola, mi concedo di darti un piccolo suggerimento: attento quando si va troppo in "alto" dimenticando la connessione con la vita concreta. Una conoscenza che non serva a vivere meglio, ma fine a se stessa, non è una vera Conosecnza.

turaz73
25-08-2009, 13:18
infatti il realizzato è colui che conoscendo le regole universali non si discosta da esse ma si lascia fluire attraverso di esse.
chi le regole non le conosce vivacchia, a volte ha "barlumi" (che chiama provvidenza) e per la maggior parte del tempo dorme.
chi bara "subisce" il moto di un universo che va verso un ordine contrario al suo (ecco perchè di fatto in un certo senso il libero arbitrio non esiste perchè nessuno di fatto cerca la sua distruzione), di solito lo si fa inconsapevolmente, chi lo fa consapevolmente beh direi che ha del sado masochista (chissà magari il mito di lucifero)

Titanius
25-08-2009, 13:18
La filosofia è una cosa che dà ricchezza, filosofia significa etimologicamente "amore per la Conoscenza/Sapienza" e la curiosità che ci porta a conoscere è una virtù preziosa.
Avendo fatto anche io filosofia a scuola, mi concedo di darti un piccolo suggerimento: attento quando si va troppo in "alto" dimenticando la connessione con la vita concreta. Una conoscenza che non serva a vivere meglio, ma fine a se stessa, non è una vera Conosecnza.

Grazie del consiglio, piu o meno come l'eseprienza di sant'agostino:

Mi ero alzato presto quel mattino, e camminavo lungo la riva del mare. Mi capita spesso di fare così quando la mia mente non riesce a comprendere, cose più grandi me: con la sola forza della mia intelligenza cercavo di spiegarmi tante cose di ***. Ero così preso dai miei pensieri che quasi non mi ero accorto che di fronte a me, a quell'ora dell'alba stava giocando un bambino. Aveva fatto una buca nella sabbia e continuava a correre da lì fino a riva, avanti e indietro, trasportando ogni volta un po' d'acqua.
"A che gioco stai giocando a quest'ora?" gli chiesi. Il bambino mi rispose che non era affatto un gioco, e che voleva solo riversare tutto il mare in quella buca. Sorridendo per la sua impresa cercai di farlo ragionare, dicendogli che non ci sarebbe mai riuscito, perché il mare è troppo grande per essere contenuto in una piccola buca nella sabbia. Anche lui mi sorrise, ma continuò nel suo gioco. Così proseguii il mio cammino. Non avevo fatto nemmeno dieci passi che il bambino alle mie spalle rispose. "Forse hai ragione Agostino, ma sappi che è più facile per me travasare qui le acque dell'intero Oceano che alla tua mente scorgere i confini dell'amore di ***".

turaz73
25-08-2009, 13:20
chissà magari significa anche che per quanto la tua mente possa "sforzarsi" non arriverà mai a conoscere il disegno completo.
e magari forse è anche meglio così.

zorro
25-08-2009, 14:11
Le regole del gioco.

Ma quali sono le regole del gioco?

In qualsiasi gioco che si rispetti c'è sempre un vincitore.
Però in questo gioco siamo tutti potenziali vincitori... chi vince prima e chi vince dopo.
Anzi, in tutti i giochi si potrebbe vincere, forse non essere i primi a vincere, ma l'importante è arrivare.
Credo che le carte che Dìo ci dà siano le scelte che facciamo e che faremo per giocare la vita.

Se le giochiamo nella sequenza giusta ( e qui provvidenza a manetta ), ossia intuendo il disegno del gioco, allora vinceremo presto... altrimenti la nostra vittoria sarà rimandata di qualche anno ( mani )...

Il bello del gioco ( della Vita ) è individuare la sequenza giusta.



DaniZ

turaz73
25-08-2009, 14:13
Le regole del gioco.

Ma quali sono le regole del gioco?

In qualsiasi gioco che si rispetti c'è sempre un vincitore.
Però in questo gioco siamo tutti potenziali vincitori... chi vince prima e chi vince dopo.
Anzi, in tutti i giochi si potrebbe vincere, forse non essere i primi a vincere, ma l'importante è arrivare.
Credo che le carte che Dìo ci dà siano le scelte che facciamo e che faremo per giocare la vita.

Se le giochiamo nella sequenza giusta ( e qui provvidenza a manetta ), ossia intuendo il disegno del gioco, allora vinceremo presto... altrimenti la nostra vittoria sarà rimandata di qualche anno ( mani )...

Il bello del gioco ( della Vita ) è individuare la sequenza giusta.



DaniZ

più o meno.

Titanius
25-08-2009, 14:13
Le regole del gioco.

Ma quali sono le regole del gioco?

In qualsiasi gioco che si rispetti c'è sempre un vincitore.
Però in questo gioco siamo tutti potenziali vincitori... chi vince prima e chi vince dopo.
Anzi, in tutti i giochi si potrebbe vincere, forse non essere i primi a vincere, ma l'importante è arrivare.
Credo che le carte che Dìo ci dà siano le scelte che facciamo e che faremo per giocare la vita.

Se le giochiamo nella sequenza giusta ( e qui provvidenza a manetta ), ossia intuendo il disegno del gioco, allora vinceremo presto... altrimenti la nostra vittoria sarà rimandata di qualche anno ( mani )...

Il bello del gioco ( della Vita ) è individuare la sequenza giusta.



DaniZ

Stupendaaaa, metafora bellissima!! Ma ora mi chiedo ma questa metafora è mai sata usata in filosofia?

DavideBassano
25-08-2009, 17:09
D.io non esiste

zorro
25-08-2009, 18:48
D.io non esiste

Vero.


DaniZ