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Visualizza la versione completa : Altri 4 "incidenti" per gli airbus A330


Chuck Norris
11-06-2009, 21:46
Quattro Airbus sono stati costretti a terra da guasti in varie parti del mondo nelle ultime 48 ore. A bordo di uno dei velivoli c'era la nazionale di calcio argentina, con l'allenatore Diego Armando Maradona. I danni sono stati lievi e non ci sono stati feriti, ma gli episodi sollevano inquietudini dopo la tragedia dell'Airbus A330 dell'Air France caduto nell'Atlantico al largo del Brasile, un incidente le cui cause sono ancora avvolte nel mistero. La notte scorsa l'A330-200 di una compagnia low cost australiana in volo tra Giappone ed Australia (lo stesso modello dell'aereo caduto) è dovuto atterrare sull'isola di Guam, nel Pacifico, perché il finestrino destro della cabina di guida ha cominciato a fumare per poi prendere fuoco dopo circa quattro ore di volo. L'aereo era decollato da Osaka ed era diretto a Gold Coast con 203 passeggeri oltre all'equipaggio.

Nessun ferito neppure tra i 180 passeggeri che si erano imbarcati a Tenerife per rientrare in patria dopo una vacanza in Gran Canaria. Il loro aereo, un A320, poco dopo il decollo è stato costretto a rientrare all'aeroporto di Las Palmas con un motore in fiamme. A causa di crepe nel parabrezza un A320 della Aeroflot ha dovuto fare un atterraggio di emergenza a Novosibirsk, nella Siberia centroccidentale. Guai a uno dei motori hanno impedito il decollo dell'Airbus A-340 dell'Aerolineas Argentinas col quale doveva rientrare da Quito a Buenos Aires la nazionale argentina di calcio (reduce da una sconfitta 2-0 con l'Ecuador). A bordo c'erano fra gli altri l'allenatore Maradona e Leo Messi.

Dopo numerosi controlli, il pilota ha verificato che una delle turbine non aveva la potenza necessaria per il decollo. Anche se l'aereo era in grado di volare con gli altri motori, è stato deciso che rimanesse a terra. Ma i guasti non hanno riguardato solo gli Airbus. Era un Boeing 767-300 quello che mercoledì notte fra New York a Zurigo é stato costretto a dirottare su Halifax, dopo che un incendio di un aspiratore di una toilette aveva riempito la cabina di fumo.

DISASTRO AEREO: AIR FRANCE RISPONDE, NON E' COLPA SENSORI/ANSA
(di Luana De Micco)
Mentre piovono i sospetti su Air France per quei sensori Pitot cambiati, forse, troppo tardi e sempre più additati come possibile causa della strage del volo Rio-Parigi, la compagnia francese non ci sta e contrattacca. "Non sono affatto convinto che i sensori di velocità siano la causa dell'incidente": questa la secca risposta di Pierre-Henri Gourgeon, direttore generale di Air France-KLM, che ha già dovuto cedere alle minacce dei piloti di boicottare i voli se la compagnia non si fosse affrettata a cambiare sui suoi aerei almeno due sensori su tre. Ora, su Air France pesa anche il sospetto che non stia comunicando in modo trasparente sulla tragica vicenda. A cercare risposte sono, prima di tutti, i parenti delle vittime. E così la famiglia di uno dei 72 passeggeri francesi del volo fatale, ha scelto di costituirsi parte civile apposta per poter accedere al dossier. Molti di loro, spiega l'avvocato di questa famiglia, Sophie Bottai, hanno la "sensazione che non sia stata detta loro tutta la verita" e che l'informazione sia "filtrata". A favore della tesi di Air France sono invece gli ultimi dati forniti dal Bea, l'ufficio responsabile dell'indagine sul disastro aereo, che non accertano ancora alcun legame tra incidente e sensori. Eppure, in assenza di scatole nere, e mentre una dopo l'altra tutte le ipotesi sono avanzate prima per essere smentite poco dopo, come quella di una bomba, a destare i principali sospetti sono proprio i sensori Pitot. Tanto più che, per non correre rischi, compagnie aeree di tutto il mondo si sono affrettate a sostituirli sui propri velivoli.

Il quotidiano Le ****ro ha persino tracciato il copione-tipo dell'incidente proprio a partire dall'avaria dei Pitot. E che, secondo gli esperti sentiti dal giornale, avrebbe portato alla depressurizzazione della cabina e alla rottura di un oblò, con la disastrosa conseguenza di una "polverizzazione in volo" dell'aereo. Su questo il Bea non ha voluto fare commenti. Airbus ha anche dovuto smentire un'altra notizia di oggi dello stesso ****ro negando di voler bloccare a terra la sua flotta di A330 e A340. Per Airbus i suoi aerei "sono sicuri", anche se portano vecchie sonde e non c'é alcun motivo per non farli decollare. Anzi, è scattata la minaccia di querelare tutti gli articoli "irresponsabili di questo tipo". Non giocano a suo favore, invece, tutta la serie di atterraggi d'emergenza registrati nelle ultime 48 ore nel mondo, uno dei quali ha avuto per protagonista proprio un A330-200 come quello scomparso sull'Atlantico. Air France, inoltre, ha precisato oggi che il programma di sostituzione dei sensori non ha nulla a che vedere con la tragedia: le forniture di sensori di nuova generazione sono infatti arrivate il 29 maggio, tre giorni prima dell'incidente al volo Rio-Parigi.

L'accelerazione del programma invece, sì, ha a che fare con l'incidente "perché sappiamo - ha spiegato Gourgeon - che c'é stato un problema di misurazione della velocità", indicato dall'A330 poco prima di sparire con 228 persone a bordo. Il problema è dovuto forse proprio alle sonde ghiacciate per le basse temperature e quindi andate in tilt. Il problema è noto da tempo alla compagnia: "é possibile - dice Gourgeon - che i problemi di formazione del ghiaccio si riducano con i nuovi sensori. O forse no. Ne stiamo parlando con gli inquirenti".