AleMo
28-06-2007, 18:48
ROMA, 28 giugno 2007 - "Capello ha portato a termine una missione straordinaria perchè è un grande allenatore e un grande professionista, ma il modo di giocare delle sue squadre è molto lontano dalla mentalità dei tifosi del Real Madrid. Mi spiace per Capello, ma la mentalità spagnola è diversa da quella italiana perchè in Spagna piace vincere e convincere: c'è un forte gusto per l'estetica, piace dare fantasia, armonia di gioco. Per me l'estetica del gioco è sempre stata fondamentale". Intervistato dall'agenzia di stampa spagnola Efe Arrigo Sacchi, ex direttore sportivo della sezione calcio del Real Madrid, commenta così l'addio di Don Fabio alla panchina dei campioni di Spagna dopo l'esonero deciso oggi dalla giunta direttiva del Real.
RIVALITA' - Il c.t. dell'Italia seconda ai Mondiali di Usa '94 torna poi sui suoi dissidi verbali con Capello. "Ho sempre riconosciuto la sua grandezza come tecnico - dice Sacchi - ma il suo calcio non mi piace. Lui può dire che non gli piaccio come allenatore, come può anche dire che non gli piace il mio calcio, ma non può dire bugie". Il tecnico di Fusignano bicampione d'Europa con il Milan (1989 e 1990) vuole poi ribadire che il suo addio al Real è stato diverso da quello di Capello. "Nessuno mi ha mandato via - sottolinea Sacchi - e a Madrid lo sanno bene. Avevo un contratto letteralmente "blindato" e magari mi avessero cacciato: avrei preso un sacco di soldi. Quindi Capello non può dire bugie per giustificare qualcosa: capisco che quest'anno abbia sofferto molto, e dico anche che ha dimostrato di aver un carattere straordinario e che vincendo il campionato ha compiuto un'autentica impresa. Ma non può mentire: io me ne sono andato perchè avevo nostalgia dell'Italia e non potevo lavorare come avrei voluto". La considerazione finale di Sacchi è che "Ho una dignità e non c'è denaro che la possa comprare. Non sono mai stato al servizio dei soldi, e Florentino Perez e Butragueno possono confermarlo. Capello ha i suoi grandi meriti, ma il presidente e la Giunta gli hanno permesso cose che prima ad un allenatore non erano concesse". Chiude con un consiglio su chi, secondo lui, debba essere il successore di Don Fabio: "Oggi il migliore allenatore del mondo è Rafa Benitez, e in più conosce benissimo la storia del Real. Schuster? Mi piace, ma Benitez ha qualcosa in più".
RIVALITA' - Il c.t. dell'Italia seconda ai Mondiali di Usa '94 torna poi sui suoi dissidi verbali con Capello. "Ho sempre riconosciuto la sua grandezza come tecnico - dice Sacchi - ma il suo calcio non mi piace. Lui può dire che non gli piaccio come allenatore, come può anche dire che non gli piace il mio calcio, ma non può dire bugie". Il tecnico di Fusignano bicampione d'Europa con il Milan (1989 e 1990) vuole poi ribadire che il suo addio al Real è stato diverso da quello di Capello. "Nessuno mi ha mandato via - sottolinea Sacchi - e a Madrid lo sanno bene. Avevo un contratto letteralmente "blindato" e magari mi avessero cacciato: avrei preso un sacco di soldi. Quindi Capello non può dire bugie per giustificare qualcosa: capisco che quest'anno abbia sofferto molto, e dico anche che ha dimostrato di aver un carattere straordinario e che vincendo il campionato ha compiuto un'autentica impresa. Ma non può mentire: io me ne sono andato perchè avevo nostalgia dell'Italia e non potevo lavorare come avrei voluto". La considerazione finale di Sacchi è che "Ho una dignità e non c'è denaro che la possa comprare. Non sono mai stato al servizio dei soldi, e Florentino Perez e Butragueno possono confermarlo. Capello ha i suoi grandi meriti, ma il presidente e la Giunta gli hanno permesso cose che prima ad un allenatore non erano concesse". Chiude con un consiglio su chi, secondo lui, debba essere il successore di Don Fabio: "Oggi il migliore allenatore del mondo è Rafa Benitez, e in più conosce benissimo la storia del Real. Schuster? Mi piace, ma Benitez ha qualcosa in più".