PDA

Visualizza la versione completa : Un anniversario importante...


tsl227
18-02-2009, 21:42
...da tutti dimenticato.
Ieri, 17 febbraio, ricorreva il 161esimo anniversario delle Regie Patenti albertine.
Che sancirono, finalmente, la libertà di culto per i Valdesi del Piemonte, e l'abolizione dell'obbligo di dimora nel ghetto per i sudditi di religione ebraica.
Queste, e altre illuminate decisioni vennero poi incluse nelle Statuto Albertino del 4 marzo.
E la sera del 16 febbraio, da 161 anni, grandi falò nelle piazze dei comuni delle valli valdesi festeggiano la tanto a lungo desiderata libertà, dopo secoli di persecuzione.
E' sempre una manifestazione suggestiva: i fuochi che illuminano le valli e punteggiano i fianchi dei monti, e tutti gli abitanti che ricordano una grande giornata per la loro comunità.
E un pensiero va sempre al "Re Galantuomo" che, nel 1849, alla richiesta di abolire lo statuto (fattagli dall'ambasciatore del Regno delle Due Sicilie, in nome di tutte le potenze conservatrici dell'epoca) rispose: "Signore, le condizioni in cui versa il vostro Stato vi autorizzano più a chiedere consigli che a darne. Nel mio non vi sono né traditori né spergiuri né assassini" e lo rispedì a casa....

SilvanoR
19-02-2009, 14:57
...da tutti dimenticato.
Ieri, 17 febbraio, ricorreva il 161esimo anniversario delle Regie Patenti albertine.
Che sancirono, finalmente, la libertà di culto per i Valdesi del Piemonte, e l'abolizione dell'obbligo di dimora nel ghetto per i sudditi di religione ebraica.
Queste, e altre illuminate decisioni vennero poi incluse nelle Statuto Albertino del 4 marzo.
E la sera del 16 febbraio, da 161 anni, grandi falò nelle piazze dei comuni delle valli valdesi festeggiano la tanto a lungo desiderata libertà, dopo secoli di persecuzione.
E' sempre una manifestazione suggestiva: i fuochi che illuminano le valli e punteggiano i fianchi dei monti, e tutti gli abitanti che ricordano una grande giornata per la loro comunità.
E un pensiero va sempre al "Re Galantuomo" che, nel 1849, alla richiesta di abolire lo statuto (fattagli dall'ambasciatore del Regno delle Due Sicilie, in nome di tutte le potenze conservatrici dell'epoca) rispose: "Signore, le condizioni in cui versa il vostro Stato vi autorizzano più a chiedere consigli che a darne. Nel mio non vi sono né traditori né spergiuri né assassini" e lo rispedì a casa....

non direi dimenticato, direi proprio ignoto.
ti ringrazio per averlo indicato e anche per il gustoso episodio...