mesociclone
20-06-2007, 17:29
Doping, atletica: Conte si "libera"
"A Sydney sostanze proibite per molti"
Torna fragorosamente alla ribalta l'affare Balco, il caso doping nell'atletica, attraverso le dichiarazioni di Victor Conte, capo del laboratorio a cui gli atleti facevano riferimento per rifornirsi di sostanze proibite. "Metà dei 10.000 atleti alle Olimpiadi di Sydney era dopata - ha detto - Non li biasimo se lo fanno perché è l'unica scelta che hanno se vogliono vincere. Qualche cambiamento? Non c'è la volontà".
La piaga del doping è legata a filo doppio con il mondo dello sport. Virus inestinguibile di un mondo che richiede ai propri atleti il successo ad ogni costo. Le vittorie portano bussiness, gli atleti guadagnano e di conseguenza chi è alle loro spalle può garantirsi bottini cospicui di denaro. Ed allora, in un mondo in cui la cultura del risultato e della vittoria la fa da padrone, l'uso di sostanze proibite è sempre presente come minaccia. L'affare Balco, forse troppo presto dimenticato, quello dell'uso di sostanze dopanti nel mondo dell'atletica è tornato rumorosamente a far parlare di sè. Le dichiarazioni di Victor Conte, capo del famigerato laboratorio a cui tanti atleti si riferivano per avere medicinali proibiti, hanno portato alla luce una nuova, scottante, verità.
"Metà dei 10.000 atleti presenti alle Olimpiadi di Sydney 2000 era dopata o utilizzava metodi dopanti. Hanno provato che 15 di loro erano legati a me: chi riforniva gli altri 4.985? - ha detto all'Equipe - Non dico che gli atleti facciano bene a utilizzare sostanze vietate ma non li biasimo se lo fanno, perché è l'unica scelta che possono fare se voglio vincere. La mentalità è racchiusa nel motto 'use or lose', cioè utilizza il doping o perdi". Ne tantomeno ci si può aspettare un'inversione di tendenza: "Non vedo come le cose possano cambiare nel breve periodo. Non c'è la volontà necessaria da parte di tutte le componenti". Speriamo non sia così.
"A Sydney sostanze proibite per molti"
Torna fragorosamente alla ribalta l'affare Balco, il caso doping nell'atletica, attraverso le dichiarazioni di Victor Conte, capo del laboratorio a cui gli atleti facevano riferimento per rifornirsi di sostanze proibite. "Metà dei 10.000 atleti alle Olimpiadi di Sydney era dopata - ha detto - Non li biasimo se lo fanno perché è l'unica scelta che hanno se vogliono vincere. Qualche cambiamento? Non c'è la volontà".
La piaga del doping è legata a filo doppio con il mondo dello sport. Virus inestinguibile di un mondo che richiede ai propri atleti il successo ad ogni costo. Le vittorie portano bussiness, gli atleti guadagnano e di conseguenza chi è alle loro spalle può garantirsi bottini cospicui di denaro. Ed allora, in un mondo in cui la cultura del risultato e della vittoria la fa da padrone, l'uso di sostanze proibite è sempre presente come minaccia. L'affare Balco, forse troppo presto dimenticato, quello dell'uso di sostanze dopanti nel mondo dell'atletica è tornato rumorosamente a far parlare di sè. Le dichiarazioni di Victor Conte, capo del famigerato laboratorio a cui tanti atleti si riferivano per avere medicinali proibiti, hanno portato alla luce una nuova, scottante, verità.
"Metà dei 10.000 atleti presenti alle Olimpiadi di Sydney 2000 era dopata o utilizzava metodi dopanti. Hanno provato che 15 di loro erano legati a me: chi riforniva gli altri 4.985? - ha detto all'Equipe - Non dico che gli atleti facciano bene a utilizzare sostanze vietate ma non li biasimo se lo fanno, perché è l'unica scelta che possono fare se voglio vincere. La mentalità è racchiusa nel motto 'use or lose', cioè utilizza il doping o perdi". Ne tantomeno ci si può aspettare un'inversione di tendenza: "Non vedo come le cose possano cambiare nel breve periodo. Non c'è la volontà necessaria da parte di tutte le componenti". Speriamo non sia così.