AleMo
03-08-2007, 17:44
Gli agenti della Squadra Mobile di Ravenna lo hanno trovato chiuso in una stanza senza finestre, con accesso ad un bagno cieco: erano le condizioni nelle quali è stato tenuto segregato per 20 giorni un ragazzino italiano di 14 anni. I genitori, di 37 e 38 anni, volevano punirlo per aver commesso qualche banale marachella: sono indagati a piede libero per sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia.
Il ragazzino è secondo di tre fratelli, tutti minorenni. Riceveva cibo due volte al giorno, per pranzo e cena, e se doveva cambiare la biancheria doveva bussare alla porta della camera e farsi aprire. Un metodo pedagogico singolare, già sperimentato dalla famiglia qualche anno fa, quando il 14enne, all'epoca di appena dieci anni, era stato allontanato da casa e sistemato in una struttura seguita dai servizi sociali per otto mesi.
A scuola, infatti, gli insegnanti avevano notato lividi sospetti, ed anche in quel caso era emersa una situazione di maltrattamenti nei suoi confronti. I genitori, che non hanno altri precedenti penali, non avrebbero invece mai applicato i loro particolari "metodi di correzione" agli altri figli.
Suonare i campanelli dei citofoni era costata una punizione esemplare. Nella sua stanza-carcere, il ragazzino aveva avuto in dotazione un cellulare. Con il telefonino è riuscito ad avvisare un amico. Il tam tam è arrivato rapidamente fino alla Squadra Mobile ravennate, che è intervenuta.
La madre, alla vista degli agenti, ha tentato inutilmente di anticiparli cercando di togliere i lucchetti. I genitori, di 37 e 38 anni, sono stati indagati a piede libero per sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia, mentre il 14enne è stato affidato a un centro per minori.
Che orrore!!!:rabbia::rabbia::rabbia:
Il ragazzino è secondo di tre fratelli, tutti minorenni. Riceveva cibo due volte al giorno, per pranzo e cena, e se doveva cambiare la biancheria doveva bussare alla porta della camera e farsi aprire. Un metodo pedagogico singolare, già sperimentato dalla famiglia qualche anno fa, quando il 14enne, all'epoca di appena dieci anni, era stato allontanato da casa e sistemato in una struttura seguita dai servizi sociali per otto mesi.
A scuola, infatti, gli insegnanti avevano notato lividi sospetti, ed anche in quel caso era emersa una situazione di maltrattamenti nei suoi confronti. I genitori, che non hanno altri precedenti penali, non avrebbero invece mai applicato i loro particolari "metodi di correzione" agli altri figli.
Suonare i campanelli dei citofoni era costata una punizione esemplare. Nella sua stanza-carcere, il ragazzino aveva avuto in dotazione un cellulare. Con il telefonino è riuscito ad avvisare un amico. Il tam tam è arrivato rapidamente fino alla Squadra Mobile ravennate, che è intervenuta.
La madre, alla vista degli agenti, ha tentato inutilmente di anticiparli cercando di togliere i lucchetti. I genitori, di 37 e 38 anni, sono stati indagati a piede libero per sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia, mentre il 14enne è stato affidato a un centro per minori.
Che orrore!!!:rabbia::rabbia::rabbia: